Salvataggio MPS: chi pagherà?
Dopo il salvataggio da parte del governo Renzi di quattro banche fallite per operazioni speculative ad alto rischio, arriva il salvataggio di MPS e di altre banche (Veneto Banca, Popolare di Vincenza e Banca Carige) da parte del governo fotocopia di Gentiloni. E’ pronto il decreto per stanziare 20 miliardi di euro. Miliardi che dietro l’ipocrita nome “salvarisparmio” serviranno a tutelare gruppi bancari che hanno usato i derivati finanziari al fine di coprire perdite di bilancio. La misura avrà un evidente impatto sul debito pubblico dal momento che verranno emessi nuovi titoli di Stato. Chi pagherà?
Dallo scoppio della crisi del 2007 a oggi gli Stati e le istituzioni sovranazionali del capitalismo finanziario (UE-BCE-FMI etc.) sono intervenuti per salvare le banche. Nell’Unione Europea solo tra il 2008 e il 2010 i governi hanno messo complessivamente a disposizione delle banche in crisi 4,13 trilioni di euro in forma di versamenti diretti o fondi di garanzia. La conseguenza è stata l’esplosione dei debiti pubblici.
Anche il salvataggio di MPS dimostra che il debito pubblico lievita a causa degli aiuti statali alle banche in crisi, e non a causa della spesa sociale.
La politica di austerità – cioè i sacrifici dei lavoratori – è l’altro aspetto del salvataggio degli enti finanziari.
I fondi tagliati a scuola, sanità pubblica, agli enti locali, alle pensioni, agli stipendi dei lavoratori, sono in legame diretto con i fondi pubblici utilizzati per ripianare le speculazioni finanziarie e salvare i conglomerati finanziari gravati da una montagna di debiti e titoli tossici.
Si tratta di un’enorme operazione di drenaggio di ricchezza dalle tasche dei lavoratori ai forzieri dell’oligarchia finanziaria, situati nei paradisi fiscali.
Non sono i lavoratori ad “aver vissuto al di sopra delle loro possibilità”, come ci ripetono gli economisti borghesi. Sono invece i vandali dell’alta finanza e i loro governi ad aver creato con il “turbocapitalismo” debiti enormi che poi vengono scaricati sulle spalle della classe operaia e delle masse popolari per salvare il sistema di sfruttamento e parassitismo vigente.
Con il salvataggio di MPS il governo Gentiloni ha garantito ancora una volta la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite.
Questo governo – come i precedenti – dimostra così la sua vera natura: comitati di affari al servizio di banchieri e padroni, contro operai e lavoratori sfruttati.
Opponiamoci e respingiamo con la mobilitazione e la lotta unitaria le nuove manovre economiche e i contratti da fame con le quali il governo e la UE ci vogliono far pagare il salvataggio di MPS e di altre banche fallite.
Devono pagare i capitalisti, i ricchi e i parassiti che hanno causato la crisi e beneficiato degli aiuti statali e governativi!
I fondi pubblici vanno usati per le necessità dei lavoratori, dei disoccupati, dei giovani e delle donne del popolo, non per i profitti dell’oligarchia finanziaria!
Basta con la politica di austerità e il neoliberismo, basta con il sistema capitalistico! Ci vuole il socialismo!
20.12.2016
Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia